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I COLORI DELLA NATURA, LA NATURA DEI COLORI
In un ciclo precedente di lavori, Gaetano Ausiello aveva già dimostrato
che per lui la pittura è un "modus vivendi" e il colore una "cifra"
nobile che segnala il rapporto tra l'artista e la natura, tra la natura
e gli uomini. Allora egli era attento alle "trasformazioni" degli
elementi osservati nel momento minaccioso della distruzione e della
paura (eruzione, lava incandescente, imprevedibilità del percorso,
distruzione di edifici, fuga di uomini e animali, devastazione dei campi
arati), ma anche meravigliato dalla conformazione del nuovo paesaggio,
dalla nuova linfa della terra rigeneratrice di frutteti e di vigneti,
dalla persistenza della ginestra, fiore del deserto.
I colori più rutilanti e magmatici andavano via via assottigliandosi e,
per così dire, abbassandosi di tono per segnalare nel cambiamento della
"forma" il passaggio dalla tragedia al dramma e quindi alla nostalgia.
Una nostalgia non passiva, ma un "algos nostou, un dolore, una paura del
ritorno", uno stato di tensione antropologica per cui il lavoro stesso
si apre ad interrelazioni etnografiche, geologiche ed ecologiche sotto
il segno dell'immaginario collettivo. Perciò questo nuovo ciclo di
opere, destinato ancora una volta a Firenze e più in generale alla
comunità, prevalentemente impostate sui "verdi" e sul blu, costituisce
un insieme di "quadri" in cui la natura dei colori apre alla speranza e
alla possibilità di un ritorno alla natura.
La "lentezza" e la persistenza della pittura ad olio dicono, poi, che
per l'artista, che in ciò crede fermamente, la registrazione degli
eventi è anche un fatto alchemico.
Arcangelo Izzo
I COLORI DELLA VITA
Pittura come edificazione di coscienza,
emozionalità spazio-cromatica risolta nella fusione di meraviglia e
nostalgia, nella visualizzazione di una naturalità accesa e modulata tra
luci ora corpose, ora fresche e leggere, ora eccitate da slanci
psichici, felicemente congrui alla gloria misteriosa e divina che
respira nell'ordine, nella bellezza e nell'amore: Gaetano Ausiello
abbraccia l'espressività più vitale nei suoi miti di paesaggi-simboli,
attrattivi, stupefacenti, spiati come interiorità privilegiante dal
senso imminente dell'accadimento. Dentro l'immensità naturale, feconda
di processi metamorfici, di ritmi codificati in procedimenti costanti e
sempre nuovi, presagiti, sbocciati in segreto, amplificati nella
rivelazione epifanica, che nell'orchestrazione dei ritmi delle stagioni
serba il leit-motiv di quel suono silenzioso e sottile rivelatore dello
spirito che feconda tutte le esistenze, il pittore si ritrova visitatore
e guida: la sua poesia impegna a non smemorarsi della vita. L'indagine
estetica, testimoniata da un linguaggio energico, ricco di analogie
interiori, fisicizzato nella dialettica spirito-natura, conserva
tensioni e respiro delle matrici espressionistiche di quella pittura che
Ausiello proponeva per rendere intrighi immaginativi, tematiche sociali,
spersonalizzazioni e sperperi nella rinuncia ai valori, ma una più
profonda coscienza della realtà ha reso struggente il desiderio di
superare la condizione di aridità e assenza che nega agli uomini, non
più umani, il riscatto di un'illuminazione etica. Il pittore invita ad
amare l'insondabile vero, a cercare nell'esistenza il miracolo che
pervade l'universo; lo fa con la sua tattilità visiva, con il suo
lirismo informale, con quella sostanza d'arte che bene ha evidenziato
Paolo Levi nella mostra alla Maison Fleur di Courmayeur.
Un quarantennio di pittura raffina la poesia e la visione del mondo: le
allegorie della vita di Ausiello, nella certezza della naturalità,
conciliano accettazione e sogno, le ragioni dell'uomo antico che non
rinuncia al futuro.
Angelo Calabrese
IL VERO VERDE
Nelle vibrazioni cromatiche che non circoscrivono, né evidenziano,
occasioni privilegiate, ma coniugano, con un forte sapore d'astrazione
visionaria, uomo e natura nell'avventura che reciprocamente li specchia
nel medesimo destino biologico, l'informale di Gaetano Ausiello coglie
presagi, turbamenti intime ferite alla vita e allude, nel fluttuare di
piani emozionali, alle presenze umane, fuse alla rigogliosa verde
consistenza naturale ed in essa fiorite. Una pittura liricamente esperta
d'atmosfere e di eventi, nelle percezioni del paesaggio in cui si
radicano e consistono alberi, fiori e foglie, accoglie ritmi d'umanità
costantemente in bilico tra passioni e presagi.
Solo l'informale rende infatti, nei palpiti di quello espressivismo mai
decifrabile in perimetri e contorni, il fascino della sospensione e
l'evento dolcissimo o violento, che, nella indifferenziata umanità tra
spirito e natura, svela gli inganni e dona la conoscenza.
Il verde di Ausiello ha "spessori" di piani che nella loro trasparente
simultaneità invita no la tattilità visiva alle ricerca di significati
più profondi. E quanto la critica ha colto a Courmayeur, alla Maison
Fleur, dove Paolo Levi ha sottolineato la bellezza di questa ricerca
lirico informale e a Firenze, Palazzo Degli Affari, nella Rassegna che,
per invito ha accolto forti artisti contemporanei.
Ausiello propone una poesia di vertigini, di libertà e necessità, che
sono eventi vitali, la cui chiave è nelle mani dell'uomo del terzo
millennio.
La pittura parla di un miracolo il cui segreto è nella riconciliazione
tra le varie stagioni, i tempi del tempo, e l'impegno a dare un senso
all'esistenza, sempre in bilico tra le probabilità, il dolore
inclemente, la fabbrica del nulla, dove si ignora la libertà nel
miracolo dei valori. lì "Vero" verde è la vita e il suo segreto è nella
poesia che lo fa percepire.
Angelo Calabrese
GAETANO AUSIELLO NEI: "RITMI CROMATICI" E IN ALTRE ESPRESSIONI
PITTORICHE
Nel primo e nel secondo volume d'arte: «L'Arte Italiana nella seconda
metà del XX secolo» di Silipo e Ossani, sono stati elencati alcuni nomi
di artisti che dettero vita ad una corrente detta del «ritmo cromatico».
Vennero citati Sidoli, Vescovi, Stromillo, Fedrizzi, Bertrand e altri
artisti più giovani, seguaci ditale corrente. Il nome del pittore
Ausiello non comparve perché, evidentemente, gli autori non conoscevano
quelle sue opere (e d'altronde come si può conoscere le opere di tanti
pittori?) come «Vecchie mura», opera qui pubblicata in cui la pittura si
realizza tutta nel colore, in una sintesi degli elementi raffigurati.
Visione e non figurazione e - come scrisse Leonello Venturi - non si
tratta di pittura astratta, pur non essendo nemmeno pittura realista.
L'ispirazione realistica è accettata, ma viene poi tradotta al principio
essenziale dell'arte moderna che fa consistere il valore di una pittura
nella forma e ancor più nei colori.
L. Ossani
L'ESSENZA DELL'ESSERE
Osserviamo i movimenti dell'essere, dal nascere al divenire, dalla
creazione alla deformazione definitiva, dove la forma, all'origine
ispirazione dell'artefice, si trasfigura in caratteri più evanescenti,
densi di emozionalità e gestualità, di alto contenuto e carica
interiore. L'opera di Gaetano Ausiello nasce con il divenire dell'essere
e si sviluppa attraverso continui momenti spirituali , appartenenti
unicamente all'artista e sentiti come propri fondamenti da cui attingere
sempre e con la stessa forza lirica.
Figura solo il suo sguardo sul mondo e sulla realtà a lui vicina, un
dualismo tematico fra la natura verdeggiante e colorita del Sud e la
Storia della sua terra, rivolta all'aspetto sociale e a quello
archeologico. E un voler ricordare le fasi della vita, l'evoluzione dei
tempi attraverso la Storia più conservatrice e le testimonianze
costruttive primordiali; direi, è un voler dare la propria impronta
sensitiva e rappresentativa nell'arte senza regole ma seguendo la sfera
interiore dell'istinto.
Prevale il rifiuto della cultura tradizionale, non può esserci
Accademismo né figurazione realistica, bensì l'opera parla forte, ad
alta voce, e l'artista, senza timore di stonare, avvalorando la materia
- colore nel suo impasto, la manipola e la conduce ad essere spirito,
essenza e contenuto umano. L'arte di Ausiello rappresenta il momento in
cui si realizzano individualmente l'e possibilità creatrici e suggestive
della fantasia e delle proprie intuizioni, divenendo trasfigurazione
mitica di momenti irripetibili, dall'impronta talvolta esasperata e
deformante; configurandosi come espressione dell'essere attraverso gioie
, ricordi e una quotidianità, associata all'idea del contingente e del
precario.
Si raggiunge dunque la qualità essenziale dell'opera in quanto sentita
come esemplare esperienza soggettiva e spirituale.
L'artista ha un grado notevole di immaginazione e di sentimento, ma
anche capacità di analizzare e considerare i problemi sociali e reali
che ci circondano; vive il suo tempo e la sua realtà fatta di "Mura e
Ricordi ", di Storia e Archeologia, di paesaggi stridenti di colore,
rappresentati appassionatamente e pieni di verde con tutta l'energia di
una tavolozza corposa.
E' una pittura che vuole farsi notare, non vive di riflessi evanescenti,
ma riecheggia di luce e colore, di emozione pura.
Assistiamo ad una ricca produzione che cresce con la spiritualità di
Ausiello, segnando un percorso artistico unico e inimitabile soprattutto
per la gestualità cromatica.
Il colore del Vesuvio invade l'opera: il Rosso è presente soprattutto
nelle tele ispirate all'archeologia locale, come in "Reperti ","Case ad
Ercolano", nel "Tempio di Iside" a Pompei e in molte altre dove la
tavolozza si compone di tonalità luminose.
È la luce dell'essere che esiste nella natura poetica e nella forza
innata dell'espressività dell'artista, quindi una luce che non
tramonterà mai.
La forma non segue la funzione bensì il colore, secondo un ritmo
creativo, e la linea grafica è invisibile , domina l'aspetto materico e,
in questo caso, deformante del colore che diventa oggetto di percezione
con cui l'artista sa contraddistinguere l'opera.
Isabella Convertino
L'ARTE DI AUSIELLO
(...) Ausiello non è un'artista unicamente paesaggistico, anche se
preferisce questa tematica pittorica, ma è soprattutto un autentico
interprete di altre realtà, e non disdegna il ritratto né la
trasposizione sulla tela di personali ideazioni, cioè di processi
psicologici del sociale, tale una delle sue recenti creazioni, in cui
egli ha inteso esprimere, in una composizione veramente efficace, la
condizione della società attuale italiana, che, informata massivamente
dalla stampa quotidiana di eventi frastornanti e condizionanti, avvolta
in una specie di frenetica baldoria collettiva, esprime il messaggio
della propria volontà di un generoso riscatto per una agognata rinascita
economica e morale.
Sono questi i segni che testimoniano, in un Artista autentico, della sua
sensibilità e della sua partecipazione al mondo della cultura.
Vincenzo Mistretta (La Voce della Provincia - 11 gennaio 1985)
Dalla natura all'uomo
Suggestioni pittoriche di Gaetano Ausiello
Sentire sotto la mano la presenza, la fisicità, la consistenza del
colore, plasmarlo, renderlo vivo, partecipe di un pensiero occulto,
celato, sotto le fibre dei nervi tesi di una forte emozione, che si
sprigiona attraverso l'impulso irrequieto, costante, pieno di energia e
di slancio: l'impatto è forte, enigmatico: la tela bianca sta davanti a
lui, è presente, la distanza e il mistero della creazione si erge come
un muro fra essa e il maestro. Bisogna abbattere quel muro, non solo con
il pensiero, ma con la forza del colore, che è anche poesia, la poesia
che si trasforma in carne.
La poesia dell'uomo che vive e che soffre, che sogna, e che ha ancora la
capacità, la sensibilità di assorbire il dramma e la bellezza
dell'essere, della natura.
Mille paesaggi, mille figure, rappresentati con una visione da gigante.
L'arte si è consumata fra le sue mani, l'arte che diventa forma
ossessiva, colore esasperato, con una fragranza tenera, profumata di
paesaggi esotici, terrestri: i fiori urlano, le case tremano, le figure
si contorcono. Il maestro è solo nel suo atelier ma non è solo con sé
stesso: ha rubato mille fragranze, ha rubato a noi esseri umani,
pensieri nascosti, ha toccato con la sua mano di fuoco la natura e l'ha
plasmata con la sua anima, con l'eterna lotta del visibile e
dell'invisibile.
Quello che si poteva non catturare lui lo ha espresso in forma e colore.
Il vento, la pioggia, il sole, la terra bruciata, ginestre in fiamme, la
lava vulcanica che pulsa ancora viva, il vapore delle nuvole, la rugiada
dell'erba, li ha fusi nel suo sincretismo esistenziale, di una vita che
appartiene non solo al travaglio dell'uomo, ma del destino stesso, dai
primordi ai nostri giorni.
Quello che il tempo non ha ancora lacerato, Gaetano Ausiello lo ha
raccolto con amore e lo ha conservato nello scrigno del suo cuore
ricolmo di passione: lo scrigno si è aperto a mille colori cangianti
danzano sulle sue tele e riempiono i nostri occhi di stupore, di
interrogativi.
Il paesaggio terrestre o lunare ha fermato il suo tempo, l'orologio ha
spezzato le sue lancette, non c'è presente né futuro: solo l'eternità!
Nello spazio ha giocato i suoi momenti ispirati alla superficie della
tela ha esteso la sua materia pulsante di vita e poi... e poi c'è la
tenerezza per tutto ciò che è vivo e si muove, che palpita, respira:
tutto è radicato profondamente nella natura, tutto è sublimato con
tenerezza infinita! Ralph Martinelli
25/07/2004
Hanno scritto di lui fra gli altri:
A. Schettini, P. Girace, P. Perrone, M. Fioravante, M.M. Ferrari, N.
Punzo, F. D'Armenio, A. Calabrese, L. Ossani, M. Occhipinti, A. Agrillo,
A. Izzo, P. D'Amelie. Giornali e riviste che si sono interessati ad
Ausiello: Bolaffi Arte, La Revue Moderne, Arterama, Il Resto del
Carlino, La voce di Ferrara, 11 Mattino, Il Roma, Il Corriere di Napoli,
Il Tirreno, Il Corriere della Sera, Nuova Civiltà, Arte, Nuovi
Orizzonti, Il Lavoro, La Nuova Ribalta Artistica, Il Giornale d'Italia,
Il Domani, La Voce della Provincia. Inserito nelle seguenti
pubblicazioni specifiche: Dizionario dei Maestri d'Arte, gli Anni 60
dell'Arte Italiana, Pittori Italiani Contemporanei, Dizionario
Biografico dei Meridionali, Pittori e Scultori Contemporanei, Eco della
Critica, Arteguida, Mercato della Pittura Contemporanea, Un anno d'arte,
Enciclopedia Mondiale degli Artisti Contemporanei.
Giornali e riviste che si sono interessati ad Ausiello:
Bolaffi Arte, La Revue Moderne - Parigi, Arterama, il Resto del Carlino,
La Voce di Ferrara, Il Mattino, Il Roma, Il Corriere di Napoli, Il
Tirreno, Il Corriere della Sera, Arte Mondatori, Nuova Civiltà, Nuovi
Orizzonti, Il Lavoro, La Nuova Ribalta Artistica, Il Giornale d'Italia,
Il Domani, La Voce della Provincia, La Nazione, La Repubblica, Quadri e
sculture, Il Tempo.
Inserito nelle seguenti pubblicazioni specifiche:
Dizionario dei maestri d'Arte, Gli anni '60 dell'Arte italiana, Pittori
Italiani Contemporanei, Dizionario Biografico dei Meridionali, Pittori e
Scultori Contemporanei, Eco della Critica, Arteguida, Mercato della
Pittura Contemporanea, Un Anno d'Arte, Enciclopedia Mondiale degli
Artisti Contemporanei, Pittori e Pittura Contemporanea, Dizionario
Critico Artitalia, Dizionario dei Maestri D'Arte.
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